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Sila Naturalmente Benessere

Essere in armonia con la natura

Sila Naturalmente Benessere è un contenitore di varie attività fisiche, sportive e meditative che hanno nella natura e nel suo rispetto il comune denominatore e che si svolgeranno nell'incantevole  altipiano silano, patrimonio naturalistico che offre luoghi e scenari unici dove praticare sport ed attività legate al benessere in tutti i mesi dell'anno.

Nei giorni 24-25-26 di agosto e 1 settembre si potranno praticare gratuitamente attività di yoga, slow trekking, ayurveda, sciamanesimo, pilates.
Per partecipare alle suddette attività è necessario inviare una richiesta all'indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gli incontri pratici esperienziali tenuti da Marcello Aragona, medico oncologo, psicoterapeuta transpersonale e da Stefania Panetta, biologa operatrice ayurveda hanno come titolo "slow-stress e qualità della vita: dalla fisica quantistica alle antiche tradizioni sciamaniche una guida per la salute fisica, emozionale, mentale, spirituale".


Marcello Aragona si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1981. Specializzato in Medicina Interna nel 1986. Specialista in Psicoterapia ad indirizzo psicocorporeo transpersonale nel 1999. Dirigente medico, Professore Aggregato in Oncologia Medica, presso l'UOC Oncologia Medica con Hospice, dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina. È docente di Oncologia Medica, Oncologia e Attività Motoria (già Psicologia della Salute), Bioetica, Medicina Transpersonale, Psiconcologia, Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), Counseling Transpersonale per le professioni di aiuto, Oncologia e Terapia del Dolore, in vari corsi di Laurea, di Specializzazione, Master, presso l’Università di Messina, di Bologna, la Scuola di Specializzazione in Psicologia Transpersonale di Genova. Ricerca: è responsabile di attività di ricerca in Oncologia, Psiconcologia, Bioetica, Medicina Transpersonale nonché collaboratore in numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali, dal 1986 ad oggi. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche. Relatore a numerosi congressi nazionali ed internazionali. Relatore a numerosi congressi nazionali ed internazionali. Principali mansioni assistenziali e di responsabilità: Psiconcologia. Esperto nel metodo psiconcologico Simonton e di varie Tecnologie psico-corporee Transpersonali, tra cui:
- metamusica ed uso del tamburo sciamanico per entrare in stati modificati di coscienza a scopo terapeutico e facilitare esperienze vetta;
- disegno per esplorare col metodo Simonton gli aspetti inconsci della malattia e riattivare le risorse interiori psico-fisiche e spirituali;
- bioenergetica e movimento corporeo, per curare l’intelligenza emozionale, i bisogni e i modelli di pensiero disfunzionali
- meditazione sia statiche che dinamiche come percorso di consapevolezza per il miglioramento della qualità della vita e della salute.
Nel 2009 ha pubblicato un volume su: Fisiopatologia dello Stress: Aspetti fisiopatologici del comportamento emozionale umano. Da questa base applica numerose tecniche per la gestione dello stress. 


Stefania Panetta, laureata nel 1983 in Scienze biologiche, ha da sempre lavorato nei centri di oncologia come biologa, sia nel campo dell'assistenza che della ricerca, presso l'UOC Terapie Integrate in Oncologia, dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina. Nel 2000 ha partecipato al “Corso di formazione alla comunicazione per operatori in oncologia” in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Ricerca Oncologica (C.I.N.R.O.- ISO), nell’ambito del Progetto di ricerca “Studio sull’applicazione di tecniche di counseling nel rapporto operatori sanitari/paziente”. Durante il suo cammino (2004) ha seguito un percorso formativo sull'Ayurveda come Pratica di vita, presso il Centro Abyangam di Milano e l’Istituto Italiano di Ayurveda di Firenze. Accanto alla dott.ssa Kashyap di New Dheli ha approfondito la teoria e la pratica delle diverse tecniche del massaggio Ayurvedico e di Pancha-Karma, acquisendo l’indispensabile manualità e la necessaria familiarità con i diversi tipi di trattamento. Nel 2008 ha partecipato ad un Master sul Counseling Transpersonale per le professioni di aiuto. Nel 2006 ha fondato il Centro White Dove a Messina, in collaborazione con Marcello Aragona, per incentivare i percorsi di consapevolezza e crescita personale, sciogliere le cause della sofferenza e promuovere salute e benessere.


Gli incontri di yoga saranno tenuti da Fulvio Pietramala, medico e maestro yoga e da Francesca Tassone, neuropsicomotricista dell’età evolutiva ed esperta yoga.

Fulvio Pietramala studia medicina e chirurgia negli anni '70 per comprendere il funzionamento del corpo umano ed il suo equilibrio - benessere, in quel periodo scopre l'esistenza delle discipline orientali e l'innamoramento è immediato. Frequenta corsi di hata yoga a Cosenza e Napoli, si documenta con la lettura di libri sull'introspezione occidentale ed orientale. Negli anni '80 partecipa  a gruppi di kundalini yoga ed astanga yoga con maestri di fama mondiali, tra cui yogi Bajan e Lino Miele. Nel frattempo organizza gruppi di pratica ed inizia ad insegnare negli anni '90 tenendo corsi sui chakra e la loro energia. Poi frequenta corsi tantrici, incontrando così sul suo cammino spirituale la meditazione con Osho e lo zen. Tiene corsi di hata yoga e pranayama per i centri anziani del comune di Cosenza e per bambini negli asili; nel 2000 ottiene il diploma di animatore olistico a Milano ed attualmente insegna yoga e meditazione allo Scorpion di Rende. Diverse sono le  discipline olistiche di cui si è occupato negli anni (scienza del respiro ,shiatsu, saja yoga, tecniche di massaggio energetico).


Francesca Tassone apprende l’insegnamento dell’Ashtanga Vinyasa Yoga nel 1999 dal Maestro Lino Miele direttore dell’Ashtanga Yoga Research Institute di Roma. Negli anni successivi,  attraverso la pratica quotidiana, ritiri e workshop esperenziali, accoglie una visione nuova ed entusiasmante delle potenzialità dell’uomo che la guida alla scoperta degli aspetti meno apparenti  della pratica fisica, ma altrettanto essenziali, legati al respiro ed alla presenza mentale. Grazie al Reiki, approfondisce la conoscenza di ciò che, pur essendo invisibile agli occhi, impregna e caratterizza la vita in tutte le sue forme: l’energia o prana.
L’interesse per un approccio olistico alla conoscenza dell’essere umano la conduce, nel 2002, all'acquisizione della Tecnica Cranio-sacrale basata sulla consapevolezza delle potenzialità curative della cooperazione delle componenti fisiche emozionali ed energetiche dell’essere umano.
Nella pratica Yoga l’esercizio della presenza mentale, la tecnica (respiro, sguardo e asana) e il desiderio di migliorarsi rappresentano i mezzi che testimoniano come “il piccolo fare” quotidiano permetta il raggiungimento di “grandi obiettivi” intesi come costante e progressivo miglioramento  di sé, ognuno dal proprio personale punto di partenza.

 

Gli incontri di pilates saranno tenuti da Iria Gabriele laureata in Scienze Motorie ed insegnante di CovaTech Pilates.

Iria Gabriele consegue la laurea in Scienze Motorie nel 2000, e frequenta il Master in Economia e Gestione dello Sport nel 2001-2002. È insegnante certificata UISP per le ginnastiche dolci e terza età. Nel 2008 diventa Certified teacher Metodo Covatech Pilates. Il metodo CovaTech Pilates è una tecnica di ginnastica, creata da J.H. Pilates e sviluppata da Anna Maria Cova, indicata ad ogni età e condizione fisica per mantenere il benessere psicofisico. La pratica costante di questo metodo migliora l'armonia dei gesti ed il portamento, tonifica tutta la muscolatura, accresce la flessibilità mantenendola a lungo nel tempo e previene la sintomatologia dolorosa dovuta a posture scorrette o a disturbi articolari. 

 

Scuola del Racconto di Viaggio

Officina degli scrittori - scuola estiva del racconto di viaggio

Viaggiatori Narranti (storytelling per la promozione turistica della provincia di Cosenza)
24-25-26 agosto  Lorica

 
“Storytelling e promozione turistica del territorio”

Viaggiare vuol dire essere i protagonisti di una storia all’interno di un territorio che poi a sua volta sarà “ambientazione” per altri viaggiatori/turisti. Nel turismo sta avvenendo un cambiamento bottom-up di “narratori” ovvero siamo nel passaggio dal racconto autoreferenziale e controllato della “destinazione” al racconto autentico personale ed incontrollato di storie. Le destinazioni sono sempre più rappresentate dai racconti condivisi ed integrativi dei turisti sia offline che online. Con il progetto “Viaggiatori narranti” vogliamo dare voce al territorio ed alle persone che lo vivono con le loro culture e tradizioni.
Un turismo non più basato esclusivamente sul “vedere o scoprire nuove località”, bensì sul vivere esperienze ed emozioni legate all’autenticità dei luoghi, utilizzando non solo i mezzi di divulgazione tradizionali, ma anche gli strumenti che il web mette a disposizione, utilizzando così  tutto ciò che è “social”.
Una delle caratteristiche del viaggiatore è la dimensione della ricerca e dell’esplorazione. Esistono molti modi di viaggiare: a partire dal fai da te fino alle agenzie tutto compreso. In questi diversi modi c’è un filo conduttore che caratterizza la figura del viaggiatore: il ricordo. Tutti si portano a casa ricordi, foto, video, immagini, conoscenze, acquisti e ancora ricordi legati alle persone ed ai luoghi immagazzinati nel contenitore delle emozioni di ogni persona.

“Viaggiatori narranti”

Il “viaggiatore narrante” esalta tutto ciò che osserva. Viaggiare per lui vuol dire immergersi nei luoghi che attraversa, il suo stare, i suoi sensi, i suoi sguardi non sono mai superficiali, mentre viaggia immagazzina emozioni, sensazioni, visioni con la voglia di trasmettere quanto incontrato.
Il progetto “Viaggiatori narranti” è quindi un progetto - laboratorio sulla narrazione del viaggio senza caratterizzazioni letterarie ,ma che anzi attraversa il mondo della scrittura: dal racconto impegnato al semplice diario di viaggio. Le forme espressive saranno varie: racconti, reportage, fotoreportage, video e carnet da viaggio.

Durante Slow Festival si potrà partecipare gratuitamente alla “Scuola Estiva del Racconto di Viaggio - Officina degli scrittori” (previa prenotazione inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) e quindi incontrare fotografi, scrittori, documentaristi ed apprendere nuove conoscenze. Al termine degli incontri i partecipanti alla scuola estiva del viaggio proporranno la loro idea di racconto nella provincia di Cosenza.
I materiali realizzati saranno utilizzati per la realizzazione di materiale promozionale del territorio della provincia di Cosenza ed inoltre pubblicati sia sul web che su supporto cartaceo.

Gli incontri della scuola del viaggio si terranno a Lorica nei giorni 24-25-26 agosto.
Per partecipare bisogna inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rabdomantica Libri sul lago

In Sila, dove l’acqua è sicuramente tra le più buone, non poteva mancare un evento che la celebrasse. “Rabdomantica incontri, emozioni e riflessioni sull’acqua” è una delle sezioni dello Slow Festival che propone al pubblico alcuni incontri a diretto contatto con scrittori che, aderendo a questa iniziativa, faranno conoscere al pubblico il proprio libro.

“Books on the road” 26 agosto ore 18.30 Lorica

“Su due piedi” di Giuliano Santoro

“Statale 18” di Mauro Minervino

“Books of the sense” 31 agosto ore 19.00 Lorica

 Da Sharo Gambino ad Anna Lauria, poetessa jonica, con il suo libro “Sfiorami”.

“Book of the taste” 1 settembre ore 18.30 Lorica

“Intorno a Ferrocinto i grandi vini incontrano l'alta ristorazione calabrese” di Giovanni Gagliardi e Paolo Marchionni.

“Il Pane. Fragranti pensieri e visioni” di autori vari.

 

 Il 26 agosto nella sezione “Books on the road” i protagonisti dell'incontro sono Giuliano Santoro e Mauro Minervino.

Giuliano Santoro ha 36 anni ed è giornalista professionista. Lavora al settimanale Carta dal settembre del 2002. Si occupa soprattutto di società, politica e cultura. Collabora con riviste e quotidiani ed è autore di testi e saggi per libri collettivi. Ha scritto “L’alba degli zombie”, un saggio sullo zombie come metafora per comprendere il mondo dopo la fine dell’epoca moderna, e “Su due piedi”, racconto-reportage scritto in presa diretta nel corso di una camminata lunga 30 giorni attraverso la Calabria. Sta lavorando a un libro-inchiesta su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle che uscirà nel prossimo autunno.
Il libro che Giuliano Santoro presenta è “Su due piedi” pubblicato da Rubbettino, nella collana “Viaggio in Calabria”, che raccoglie le storie e i diari dei viaggiatori storici nella regione, da Alexandre Dumas a Giorgio Bocca passando per Norman Douglas e Alberto Savinio.
Un libro nato dalla diretta esperienza dell'autore che ha deciso di percorrere a piedi la Calabria lungo le sue strade ed i suoi sentieri, impiegando un mese, con l’obiettivo di “rompere i pregiudizi di chi non conosce un luogo e la pigrizia mentale di chi pensa di conoscerlo fin troppo bene”

Ecco il testo della quarta di copertina:

“Trenta giorni per le strade e i sentieri della Calabria. Un viaggio a piedi che comincia dal paese franato di Cavallerizzo, risale fino al Pollino, taglia un paio di volte la punta dello stivale da est a ovest. Poi scende fino allo Stretto e tocca la linea del traguardo a Montalto d’Aspromonte, tra i fantasmi della ‘ndrangheta arcaica e le guerre di lupara postmoderne.
Con la globalizzazione le categorie di ‘centro’ e ‘periferia’ hanno sempre meno senso. Questo mese di cammino in una regione periferica e centrale al tempo stesso, cerca di disegnare una mappa nuova e costituisce una narrazione che va oltre i generi dell’inchiesta, il reportage e la fiction. È un viaggio, inoltre, che cerca di addentrarsi nei territori delle sfiancate retoriche che descrivono questa terra come arretrata e refrattaria o, all’opposto, come un’Arcadia da proteggere dalle contaminazioni. E che punta a scardinarle dall’interno, con la forza del racconto”.

L'altro scrittore presente all'incontro è Mauro Minervino con il suo libro “Statale 18” edito da Fandango nel 2010.

Mauro Francesco Minervino, nato a Paola nel 1959, è professore di Antropologia Culturale ed Etnologia. Nell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Scrittore e notista, è autore di saggi e volumi pubblicati da diversi editori. Collabora con le pagine culturali di numerosi quotidiani, italiani e stranieri (Quotidiano Terra, l’Unità, Il Manifesto, Il Mattino, Gazzetta del Sud, International Herald Tribune ) oltre che alle riviste Nuovi Argomenti e Diario. È autore di programmi Rai (Radio3, Rai-Libro e Rai Educational come 42° parallelo - Leggere il ‘900 e Babele-Magazine). Un suo racconto è presente nell’antologia “Italville. Nuovi narratori sul paese che cambia”, pubblicata nel 2004 da Mondadori. Il suo libro In fondo a Sud (Philobiblon, 2006) è uscito con prefazione di Marc Augé, Nel 2008 è uscito Calabria Brucia (Ediesse).

Ecco una breve presentazione del libro (a cura della casa editrice)

La statale 18 è una delle tante arterie stradali del sud. Strada mortale, disseminata di curve, gallerie, incantevoli scorci, ma anche brutture vergognose. Il dissennato abusivismo, la gestione sconsiderata delle coste cementificate, ma anche le contraddizioni di località sul mare che uniscono ai loro panorami mozzafiato, un’inquietudine nascosta. A pochi chilometri dalla più famosa e famigerata Salerno-Reggio Calabria questo lembo di asfalto, che unisce le località tirreniche della Calabria, è lo specchio più fedele di una regione e di un paese. Mauro Francesco Minervino, antropologo e scrittore tra invettiva e poesia racconta ed emoziona come i narratori ottocenteschi del gran tour. La Statale è un pretesto per descrivere un’Italia ancora pasolinianamente impossibilitata alla modernizzazione, tra degrado ambientale e la natura che resiste. Con la stessa efficacia e la malinconia di George Gissing, Minervino affronta la Statale 18 come se fosse il percorso di un intellettuale in mezzo alle macerie in cui si gioca una partita tra conservazione e ricostruzione, paese legale e paese nascosto, cosche e istituzioni, la continua dialettica di un sud che va narrato.

Per il 1 settembre è in programma la presenza di Giovanni Gagliardi con il libro “Intorno a Ferrocinto i grandi vini della DOP terre di Cosenza incontrano l’alta ristorazione calabrese” con foto di Saï Stéphane Aït Ouarab.

Giovanni Gagliardi laureato in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Firenze. Tra gli studi post-universitari ha frequentato il master in management delle imprese vitivinicole dell’università di Firenze e corsi di formazione nel settore della finanza aziendale e della comunicazione d’impresa. Ha collaborato con enti e consorzi di tutela, è stato responsabile del Presidio del Moscato di Saracena e fondatore di vinocalabrese.it, il portale dedicato alla vitivinicoltura della Calabria .Scrive di vino on line e su guide di settore.

Paolo Marchionni laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Firenze con una tesi in gnoseologia sulla relazione tra le sensazioni gusto-olfattive e gli stati mentali. Tra gli studi post-universitari ha frequentato un master in management delle imprese vitivinicole, che si aggiunge a studi e stage accademici, anche all’estero, strettamente connessi all’analisi del mondo del vino. Ha maturato importanti esperienze professionali in diverse realtà aziendali, acquisendo competenze specifiche nel settore del vino e dell’agroalimentare. È inoltre un appassionato produttore nella piccola azienda vitivinicola di famiglia, nei dintorni di Firenze, realtà di dimensioni contenute ma dall’elevato profilo d’immagine.

Saï Stéphane Aït Ouarab è un fotografo parigino che dopo più di 15 anni nel settore pubblicitario ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua grande passione: la fotografia. vive e lavora tra l’Italia, la Francia e si occupa di fotografia d’arte e di moda, cinema e sport.

Ecco una breve nota a cura degli Autori

Un percorso emozionante, che parte dal cuore del Pollino per aprirsi alla Calabria. Un viaggio tra i volti e i profumi di una terra che sprigiona energie straordinarie, talvolta sopite. Una storia che si libera partendo dalla terra, protagonista e madre. Una terra che è paesaggio e colori, scorci e panorami; una terra che genera frutti magnifici, come l’uva dei vignaioli. Una terra che dona prodotti sapientemente lavorati da artigiani del gusto, i ristoratori. Un viaggio lungo la strada dei sapori e delle atmosfere che proviamo a far rivivere attraverso gli scatti d’autore del fotografo Stéphane Aït Ouarab. L’incontro di uomini e di donne e il racconto della passione per il lavoro e per la loro terra: un’esperienza che lascia impresse immagini vive e colori di una Calabria vera, forte e autentica. Quella Calabria che vorremmo sempre vivere e raccontare.

L'altro libro che sarà presentato è “Il Pane. Fragranti pensieri e visioni”, edito dalla casa editrice L'Officina delle Idee, un social book dedicato al pane ed alle sue tradizioni. Un'iniziativa che ha raccolto, in breve tempo, l'adesione di più persone dagli interessi più vari che hanno testimoniato con i loro scritti e con le loro immagini il forte legame che ci unisce al pane in tutte le sue sfaccettature: dalle più affabili alle più toccanti. Un libro dedicato a tutti quelli che hanno un'anima “social” e che sarà introdotto da Enzo Barbieri e Walter Cricrì, due dei vari autori che hanno contribuito al suo “concepimento”.

Premio “Giornalismo di viaggio”

Slow Festival premia la trasmissione "Alle falde del Kilimangiaro"

Lo scorso anno, nel corso della prima edizione dello Slow Festival, uno degli eventi caratterizzanti le attività in programma è stata la sezione dedicata al “racconto di viaggio” che ha avuto come culmine la consegna del “Premio al giornalismo di viaggio” al National Geographic Italia, prestigiosa rivista di divulgazione scientifica che con i suoi articoli contribuisce da più tempo a conoscere un po' meglio il nostro Pianeta e perché no a prendersene cura. La motivazione che ha spinto gli organizzatori del Festival a conferire il premio al National Geographic Italia è soprattutto l'attenzione dedicata da questo periodico alle tematiche del viaggio attraverso i suoi spettacolari reportage sugli usi ed i costumi di popoli o ancora su paesaggi e territori, osservati e poi descritti con estrema cura restituendoli al lettore in tutta la loro bellezza. Il premio dunque a coronamento di una “filosofia del viaggio” che anima la rivista fin dalla sua fondazione.

In questa edizione del 2012 la scelta degli organizzatori del Festival è caduta su un altro mezzo di comunicazione cioè la televisione ed in particolare su una trasmissione televisiva particolarmente legata alla natura quale è “Alle falde del Kilimangiaro” ideato e condotto da Licia Colò che ha senz'altro il merito di aver insegnato a tanti italiani a “viaggiare comodamente dal divano di casa”.
Un programma che costituisce un appuntamento imperdibile per chi ama viaggiare perché puntata dopo puntata riesce ad accompagnare i suoi spettatori alla scoperta di luoghi sempre nuovi in giro per il mondo, ma anche attraverso la nostra penisola sempre mossi dall'intento di conoscere culture e tradizioni diverse dalla proprie.
La trasmissione si avvale della collaborazione di esperti professionisti che ne garantiscono l'ottima qualità sia in termini di contenuti che in termini di immagini. Tra questi una figura di rilievo è il calabrese Domenico Gambardella che dal 2004 firma la regia dei filmati.
“Alle falde del Kilimangiaro” si distingue, inoltre, nel panorama televisivo anche per l'interesse verso la natura e l'ambiente e non poteva che essere così visto che la sua conduttrice è da sempre impegnata nella difesa dei diritti degli animali e della salvaguardia ambientale. Tutto ciò si riflette dunque positivamente sul programma che sa offrire al contempo spunti di riflessione interessanti sulle tematiche ambientali e suggerimenti per una sana e piacevole “fuga dal quotidiano” immaginando mete da sogno...

Ecco dunque spiegata in brevi righe la motivazione del premio alla trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro” per l'impegno professionale di Licia Colò teso ad ottenere una corretta informazione ed una migliore cultura ambientale, per il suo impegno in difesa della natura e degli animali, ma anche per la capacità di trasmettere con il suo programma un modo nuovo di fare turismo curioso sì ma al tempo stesso attento ed aperto alla scoperta, al rispetto ed alla valorizzazione di culture diverse.

Easy Tourism

Il turismo accessibile nella provincia di Cosenza.

Il progetto ha lo scopo di elaborare, attuare ed incoraggiare politiche nonché azioni di sensibilizzazione e promozione tese a consentire l’accessibilità al patrimonio turistico anche a soggetti con abilità differenti derivanti sia da patologie permanenti che transitorie.
Ancora troppo spesso la possibilità di fare una vacanza, che rientra nel più ampio diritto di tutti i cittadini di avere pari dignità e opportunità nella vita quotidiana, è di fatto vanificata dalla mancanza di una giusta attenzione al tema dell’accessibilità.
L’accessibilità è strettamente dipendente dalle caratteristiche e dalle storie individuali di ognuno. Rendere accessibile un contesto territoriale comporta ovviamente la necessità di mediare con la funzione primaria di salvaguardia della natura e della biodiversità (non tutto il territorio potrà essere aperto alla fruizione da parte di tutti) e con le caratteristiche del territorio (presenza di dislivelli, di barriere naturali, ecc.). L’obiettivo più realistico e praticabile da ricercare è quindi quello di assicurare a tutti una sia pur limitata, ma concreta “visitabilità” di luoghi e strutture, in grado di restituire un’esperienza significativa e arricchente del territorio. Per raggiungere questo obiettivo occorre consolidare l’ottica che vede nell’accessibilità un elemento trasversale da considerare in tutte le politiche e le azioni portate avanti negli interventi: dalle attività di informazione e comunicazione, a quelle di formazione del personale; dalla realizzazione di percorsi e strutture, alla programmazione di iniziative, escursioni, attività didattiche.

La tavola rotonda del 22 agosto rappresenta il momento di start up del progetto “Easy tourism, il turismo accessibile nella provincia di Cosenza”.
Un momento di incontro e di confronto che vede impegnati: la Provincia di Cosenza con l'Assessorato al Turismo, i rappresentanti dei Parchi Nazionali della Provincia (Pollino e Sila), l’Università della Calabria e varie realtà ed associazioni che hanno già aderito all’iniziativa: L’Officina delle Idee che ha ideato e proposto l’iniziativa, l’Unione Ciechi e Ipovedenti sezione di Cosenza, l’Associazione Italiana Assistenza Spastici, Federsolidarietà Calabria, l’Associazione Internazione Ostelli della Gioventù, Confcooperative Cosenza, l'Unione Nazionale Proloco - Calabria, la Condotta Slow Food Cosenza e Sila, il Club Alpino Italiano, l’Associazione Generale Cooperative Italiane).

Questi diversi soggetti istituzionali e non s'incontreranno pubblicamente per:

• confrontarsi sull’importanza tema dell’accessibilità turistica;

• comunicare le iniziative già in in itinere (prima indagine conoscitiva territoriale attraverso un questionario che dia una prima visione dell’accessibilità turistica provinciale);

• diffondere e promuovere il progetto per raccogliere nuove ulteriori adesioni di altri soggetti interessati al tema dell’accessibilità del patrimonio turistico alle abilità differenti ed ampliare così il partnariato.